About me

Sono una fanciulla simpatica (o, perlomeno, millanto di esserlo), talvolta irriverente, attratta dalle maree e dagli altri ritmici effetti lunari, e ho creato questo blog “politicamente scorretto” per svelarvi tutti i segreti della Vita Indipendente. Di me dovete sapere tre cose: adoro fumare la pipa, non cammino dalla nascita e da due anni vivo da sola grazie a un progetto della Regione Piemonte che si chiama, appunto, Vita Indipendente.
Senza sminuire la pipa, ciò che ritengo valga la pena raccontare è la quotidianità resa “ordinaria” dal suddetto progetto, che mi permette di vivere con estrema naturalezza pur se in presenza di una condizione straordinaria, quale la grave disabilità da cui sono affetta e che si chiama Atrofia Muscolare Spinale (SMA).

L’INFANZIA E IL PERCORSO DI STUDI.

Nata a Ivrea (To) il 15 luglio 1978, sviluppai fin dai primi anni la passione per le matite colorate, gli omogeneizzati alla frutta e per il corpo umano, sebbene mio padre – forse tacitamente deluso dalla filiazione XX – mi facesse dono unicamente di mattoncini Lego, modellini di automobili di ogni colore e foggia,  giungendo addirittura a mettere sotto l’albero di Natale un peluche falegname con tanto di chiodi, sega, cacciavite in plastica e un paio di baffi sintetici, neri come una stecca di liquirizia.

L’impavido genitore avrebbe dovuto aspettarselo, ma rimase tuttavia stupito quando si accorse che al momento di pronunciare la mia prima parola, arricciai le labbra e, indicando la cassetta degli attrezzi, bisbigliai: “Pi-al-la“.

Da quel momento mia madre scese in campo con un arsenale di bambole, set di stoviglie e premature lezioni di cucina che si svolgevano con lei accanto ai fornelli e io seduta sul seggiolone ad armeggiare con ortaggi e attrezzi da falegname. Contesa tra le opposte vocazioni genitoriali, ormai avvezza a impiallacciare gambi di sedano e a intagliare cuori di carciofo con la sgorbia, maturai un imponente interesse per la dissezione, l’analisi millimetrica dei dettagli, presto convertito in amore per la chirurgia. All’età di 5 anni dirigevo il reparto di Pediatria dell’ospedale di Barbie, e a chiunque mi chiedesse che cosa volevo fare da grande rispondevo:”Medicina!”, senza peraltro lasciarlo allontanare prima di avergli auscultato il torace e misurato la pressione.

Sicché fino al giorno dell’immatricolazione all’Università degli Studi di Torino, ho fantasticato sul futuro in camice bianco che, negli anni, era passato dalla Pediatria, alla Cardiologia, approdando, infine, alla Medicina Legale. Tuttavia, quel giorno di ottobre – che ricordo fosse assolato e tiepido – giunta di fronte all’impiegata accademica, non mantenni fede ai propositi e, con sgomento dell’amica che mi accompagnava, mi iscrissi a Scienze Biologiche. Il motivo, tralasciati la meteoropatia, l’incoscienza e finanche l’imprevisto, è ancora oggi un mistero.

5 pensieri riguardo “About me”

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