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A thirsty girlie

As near the lake there were very big mosquitoes (if they had had feathers, they probably would have been birds…) we moved from Viverone to Roppolo

Devo ad una focosa zanzara l’avermi svegliata dal sonno in riva al lago. Una di quelle note zanzare a cui mancano le piume per essere uccelli. Questa, poi, anche invadente come una suocera. Sicché, infastidita, ho richiamato Stefania al dovere di assistente e insieme siamo tornate all’auto per ripartire in direzione di Roppolo, un minuscolo centro abitato sulla via Francigena, la strada che un tempo i pellegrini provenienti dall’Europa centrale e in particolare dalla Francia percorrevano per raggiungere Roma.

Dopo pochi km, giunte a destinazione, abbiamo parcheggiato in una piazzetta adombrata dalla chiesa e da una manciata di case, forse costruite sui resti dell’antico borgo medievale. Dietro i tetti s’intravedeva l’antico castello, un tempo fortezza, eretto sulla sommità della collina per dominare un vasto taglio di terra.

Roppolo is a village located on the southern slopes of Ivrea glacial ridge, west to the Lake of Viverone. It is home to a castle, largely built during the 14th century.

Roppolo è un paese di novecento anime, un piccolo centro rurale sprofondato nel silenzio. Scese dall’auto abbiamo constatato che si udivano soltanto le nostre voci. Ci siamo, quindi, incamminate lungo la stretta strada che conduce al castello, salendo in mezzo ai vigneti, agli alberi da frutto e alle rade abitazioni con i balconi e i giardini traboccanti di ortensie, begonie e gerani. La strada è tutta in salita ed è battuta dal sole nelle ore pomeridiane. Stefania ed io l’abbiamo percorsa a diversi metri di distanza l’una dall’altra: io innanzi, ché dovendo banalmente manipolare un joystick non avvertivo grande fatica; lei dietro, arrancante per via di una frattura al piede e di un paio di scarpe strette che lo strizzavano come un’oliva da frantoio.

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