Ancora un giro!

L’incredibile destino di un viaggiatore è scritto su una giostra. Ruotiamo attorno a un baricentro, percorriamo una circonferenza immaginando di muoverci lungo una linea retta, e torniamo sempre al punto di partenza. Tuttavia, inventarsi il domani è così bello che non ci importa di vivere all’interno di un cerchio, invece che in uno spazio infinito senza perimetro e senza vincoli.

Da Place Bellecour attraverso Rue de la Republique, siamo giunti nell’omonima piazza dove dei bambini su una giostra hanno catturato la nostra attenzione, sotto un cielo grigio che rabbuiava le strade. Nell’aria c’era odore di pioggia, quell’odore sinestetico che riporta la mente ai luoghi clandestini, alle stanze chiuse a chiave.  Mentre Israr pianificava di trascorrere la serata ad assaporare umori d’oltralpe e, da vero gourmet, si industriava a rilevare qualità e difetti nelle scollature e tra le cosce delle giovani francesi, siamo ripartiti verso la Saone…

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