Archivi categoria: La mia normalissima vita

as the train left…

I remember the Porta Nuova train station, the scent of sweets outside the coffe shops.  Actually,I remember the journey that changed my life.

Della stazione di Porta Nuova ricordo l’aroma dei chicchi di caffè tostati e dei croissants che invitava ad entrare nelle caffetterie sempre affollate. Di solito ad ogni partenza mi fermavo alla boulangerie, all’ingresso della stazione, per una tazza di tè e una pasta dolce.

Tuttavia, quel mattino ero in ritardo: il taxi che era venuto a prendermi in Canavese non era attrezzato per il trasporto di persone in carrozzina, sicché dopo alcuni maldestri ed inutili tentativi per farmi entrare – dapprima reclinando la carrozzina, poi piegandomi in avanti la testa e infine spostando un sedile – eravamo corsi alla stazione del paese, riuscendo appena in tempo ad oltrepassare il passaggio a livello prima che giungesse il treno.
Ero accompagnata da Luca, il mio assistente, e fremevo nel constatare il ritardo della canavesana. Il cielo era parzialmente coperto e nell’aria si respirava già l’odore dell’autunno e delle foglie invecchiate.

Salire era sempre una scommessa con il destino. Le carrozze erano dotate di pedana estraibile, ma due volte su tre quest’ultima s’inceppava e non c’era verso di farla funzionare.

Un secondo disguido nello stesso giorno sarebbe stato troppo, anche per il mio livello di tolleranza, notevolmente alto.

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from Florence to Turin

I didn’t know what was going to happen soon

Tutto ha avuto inizio durante un viaggio a Firenze. L’idea era quella di trascorrere un weekend nella città che più amavo, dopo la nostalgica Torino s’intende, sicché mi ero portata appresso un piccolo bagaglio ed ero partita in una tarda mattina di settembre. Non ero sola. Con me avevo portato colui che presto avrebbe cambiato la mia vita drasticamente. Come tutti i cambiamenti repentini, incoscienti anche, sarebbe precipitato sulla mia vita come una pesante costruzione minata alle fondamenta: con un crollo verticale fragoroso e fatale.
Ho deciso il mio futuro in poche ore, prima che le luci dell’alba rampinassero gli occhi.

A distanza di un mese reggevo tra le mani le chiavi dell’abitazione torinese: la mia prima casa! Mia, soltanto mia. Il passaporto per la vita adulta.

Non sapevo ancora, tuttavia, ciò che mi aspettava…