L’indipendenza sa di cioccolato.

Vi siete mai chiesti che sapore abbia l’indipendenza?

Sa di cacao mescolato al latte e servito fumante dentro una tazza di maiolica bianca; sa di crema Chantilly e di panna montata accomodate dentro un bignè ricoperto di zucchero a velo. E forse sa anche di crema al cioccolato e di fragole affondate in due soffici strati di pan di Spagna. Forse sa di frutti rossi e di zenzero messi in infusione dentro una tazza di acqua rovente. Io so per certo – senza presunzione – che l’indipendenza ha il sapore della cioccolata calda e dei bignè. E non ha alcuna importanza – il sapore resta lo stesso – se non la si gusta con il cucchiaino, ma con una cannuccia, sorseggiandola anziché farla scivolare sulla lingua, sciogliendola sul palato.

Capita che tu scopra quale ne sia il sapore una domenica pomeriggio, durante una passeggiata in città, dopo aver attraversato la via porticata che per un giorno è la via dei Portici di Carta. Tuttavia, mentre cammini tra le bancarelle piene di libri, facendoti largo tra la folla che odora di vaniglia, di bergamotto, di cuoio, di menta, di lana, di tessuti acrilici e di plastica, non avverti la benché minima intuizione di ciò che stai per scoprire. Inizi ad intuirlo soltanto quando svolti nel corso di regale memoria, di fronte alla stazione ferroviaria, e lo percorri avida di profumi di pasticceria fino ad averne gli occhi pieni di soffici richiami. E lì, specchiandoti sulla vetrina del famoso Caffè, dai forma all’intuizione. Soltanto una volta entrata e aver preso posto a uno dei tavolini della sala decorata secondo lo stile dell’Art Deco, però, ne scopri – finalmente – il sapore.

Sei uscita di casa una domenica pomeriggio insieme alla tua assistente che, guidando la tua auto, ti ha accompagnata in città. È un pomeriggio d’autunno con il cielo coperto e l’odore delle caldarroste nell’aria. Hai scelto di fare una passeggiata, non hai avuto dubbi sulla destinazione. Hai scelto perché potevi scegliere. L’indipendenza ha il sapore del cacao mescolato al latte e servito fumante, delle paste con la crema Chantilly e la panna montata, spolverate di zucchero a velo. E credo, con una certa convinzione, che la libertà abbia lo stesso sapore.

Platti
Turin. At the pastry shop, Platti.

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